Commissione Consiliare I, lunedì 25 maggio 2026 mattina

San Marino Fixing
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La Commissione consiliare Affari Costituzionali e Istituzionali ha dedicato l’intera seduta mattutina a un confronto sulla cittadinanza sammarinese, tra audizioni tecniche, riflessioni politiche e primi rilievi sulle criticità applicative della recente riforma della naturalizzazione.

Al centro del dibattito sono finiti il futuro Testo Unico sulla cittadinanza, il nodo delle doppie cittadinanze, la tutela della sovranità nazionale, il valore della formazione civica e le difficoltà emerse nel lavoro del Collegio chiamato a esaminare le pratiche di naturalizzazione.

Ad aprire il confronto è stato il Comitato Civico per la Cittadinanza, con Orietta Orlandoni, che ha espresso forte preoccupazione per la crescita delle doppie cittadinanze e per i possibili effetti sui diritti politici, in particolare sul voto e sulla possibilità di essere eletti. Orlandoni ha chiesto limiti alla trasmissione della cittadinanza all’estero e restrizioni al doppio voto e alla doppia candidatura, parlando del rischio di uno Stato sempre meno definito nella propria identità.

Dal fronte della maggioranza, Giuseppe Maria Morganti di Libera ha riconosciuto la delicatezza del tema della sovranità, ma ha invitato a evitare soluzioni discriminatorie. Per il consigliere, il punto decisivo resta la formazione civica e istituzionale, più che il numero dei nuovi concittadini. Filippo Tamagnini del Pdcs ha chiesto chiarimenti sul rapporto tra doppia cittadinanza e sovranità, osservando che molti giovani hanno cercato una seconda nazionalità per muoversi con meno vincoli nei rapporti con Europa e resto del mondo. Ha inoltre domandato se l’accordo di associazione con l’Ue possa attenuare il fenomeno.

Anche Marinella Lorena Chiaruzzi del Pdcs ha richiamato il lungo percorso storico della Repubblica su questo tema, ricordando come la cittadinanza sia stata discussa a lungo anche nelle famiglie sammarinesi. La consigliera ha sottolineato che il ricorso a una doppia cittadinanza risponde spesso a esigenze di studio e lavoro all’estero, mentre Gemma Cesarini di Libera ha puntato sul valore del giuramento di fedeltà alla Repubblica, proponendo di rafforzarne il significato per chi acquista la cittadinanza e per chi assume incarichi istituzionali.

Nel prosieguo, Orlandoni ha ribadito l’allarme del Comitato Civico, sostenendo che chi vota deve sapere con certezza quali interessi rappresenti il candidato scelto. Ha citato anche il precedente delle Hawaii come esempio di evoluzione da evitare.

La Commissione ha poi ascoltato Giovanna Crescentini, dirigente dell’Ufficio Segreteria Istituzionale, che ha illustrato le criticità operative emerse dopo la riforma della naturalizzazione. Il problema principale riguarda l’assenza di una norma transitoria per le pratiche presentate prima dell’entrata in vigore della nuova legge, con conseguenti difficoltà nella gestione delle domande. Crescentini ha anche preso le distanze dalla lettura più allarmata della doppia cittadinanza, sostenendo di non considerarla una perdita di sovranità, purché restino fermi alcuni paletti. Sul tema della Reggenza, ha difeso il mantenimento della cittadinanza originaria per i Capitani Reggenti.

Antonella Mularoni di Rf ha condiviso l’allarme sulla necessità di una norma transitoria, invitando il Governo a intervenire rapidamente per aiutare il Collegio nelle valutazioni.

Molti commissari hanno apprezzato il passaggio dedicato alla formazione civica. Morganti ha parlato della necessità di alimentare il senso di appartenenza allo Stato, mentre Maria Donatella Merlini del Psd ha richiamato i rischi di un legame debole con il territorio. Anche Maria Katia Savoretti di

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