Tra i dossier più urgenti figurano la decisione su come istituire e quando avviare la Commissione d’inchiesta sul presunto “piano parallelo”, il percorso della Legge per la Famiglia, già passata in Commissione e in attesa della seconda lettura, e il capitolo della giustizia, tema che resta centrale in ogni confronto politico.
Accanto ai grandi temi istituzionali, non mancano momenti di intrattenimento con l’Eurovision, i Pooh, il Giro del Monte e la Mille Miglia. Un diversivo che però non può far passare in secondo piano le questioni che incidono davvero sulla vita quotidiana di cittadini e imprese.
Il nodo più concreto resta quello del caro vita, strettamente legato all’aumento dei costi energetici per le aziende. Quando i costi di produzione salgono, l’effetto si trasferisce inevitabilmente sui prezzi finali, con ricadute dirette sulle famiglie e sul potere d’acquisto.
Le tensioni internazionali, come il blocco dello stretto di Hormuz, possono pesare sui mercati, ma il problema di fondo per San Marino è strutturale. Il Paese è fortemente industrializzato in rapporto a superficie e popolazione, ma al tempo stesso tra i meno autonomi dal punto di vista energetico nel mondo occidentale.
È un limite pesante, che incide ogni giorno sull’economia reale. Su questo fronte servirebbe concentrare risorse, idee e capacità politica con la stessa intensità riservata ad altri dibattiti, perché una maggiore autonomia energetica produrrebbe risultati concreti e duraturi.


