Dopo la votazione della Commissione d’inchiesta sul Caso Bulgaro, il Consiglio Grande e Generale ha avviato in seconda lettura l’esame del progetto di legge sulle Disposizioni per la Pianificazione Territoriale Strategica, le norme per lo sviluppo e la valorizzazione del territorio e gli interventi straordinari a finalità sociali.
Il Segretario di Stato Matteo Ciacci ha rivendicato il lavoro portato avanti da governo e maggioranza, accusando le opposizioni di aver costruito una lettura distorta del provvedimento. Ha spiegato che l’obiettivo è superare l’impostazione del PRG del 1992 con una pianificazione per temi, senza rinunciare alla tutela paesaggistica, ambientale e idrogeologica. Ciacci ha difeso anche le nuove funzioni previste dalla legge, come studentati, cohousing e comunità abitative, indicandole come strumenti per rispondere all’emergenza casa e offrire nuove prospettive a giovani e famiglie.
Per Guerrino Zanotti, il vecchio PRG è stato modificato per anni con una lunga serie di varianti e nessun esecutivo, negli ultimi trent’anni, è riuscito a sostituirlo. Zanotti ha difeso la scelta della pianificazione tematica, sostenendo che un nuovo piano regolatore richiederebbe tempi troppo lunghi e non darebbe risposte immediate a problemi urgenti come affitti, degrado urbano e residenze per studenti. Ha inoltre sottolineato che la legge introduce strumenti concreti e vincoli rigidi contro la speculazione.
Tommaso Rossini ha definito il testo particolarmente rilevante perché affronta questioni rimaste ferme per decenni. Ha richiamato il diritto alla casa, il cohousing per anziani e lo studentato come leva per rafforzare l’Università di San Marino. Rossini ha citato anche il recupero degli edifici abbandonati, indicando nell’Hotel Excelsior un possibile esempio di riuso per finalità sociali e abitative.
Durissime le critiche di Matteo Casali, che ha accusato Libera di aver rinnegato l’impegno assunto in campagna elettorale sul nuovo piano regolatore. Secondo Casali, la legge è debole e rischiosa, oltre che inutile, perché sostituisce una visione urbanistica complessiva con una frammentazione per temi e settori. Ha inoltre contestato il rafforzamento della discrezionalità politica della Commissione Politiche Territoriali.
Gaetano Troina ha richiamato le contraddizioni interne alla maggioranza, ricordando che il programma di governo prevedeva la creazione di un gruppo tecnico per definire il futuro territoriale del Paese, mai istituito. Ha criticato il rinvio a regolamenti futuri di molti aspetti chiave, dalla funzione H alle comunità abitative, fino agli studentati.
Emanuele Santi ha parlato di una riesumazione del PRG del 1992, sostenendo che la legge lasci intatto il margine di discrezionalità politica della Commissione Politiche Territoriali. Ha espresso forti perplessità sulla funzione H e sul rischio che studentati, cohousing ed edilizia sociale aprano nuove opportunità speculative.
Dalibor Riccardi ha difeso il progetto definendolo un passaggio storico. Ha sottolineato che dal 1992 non si è mai arrivati a una revisione organica della normativa urbanistica e ha rivendicato il fatto che il testo sia stato elaborato internamente, senza consulenze esterne. Per Riccardi, la legge afferma con chiarezza che la casa è un diritto sociale e non una merce.
Enrico Carattoni ha ribadito che la maggioranza sta tradendo le promesse fatte sul nuovo Piano Regolatore Generale, mentre Barbara Bollini ha sostenuto che il provvedimento introduce strumenti moderni per edilizia sociale, studentati e cohousing, con l’obiettivo di ridurre il consum


