In Consiglio è arrivato il via libera alla commissione d’inchiesta sulla tentata scalata a Banca di San Marino e sul cosiddetto Piano Parallelo, ma senza trovare un’intesa con l’opposizione.
Il progetto di legge è stato approvato compattamente dalla maggioranza, mentre tutti gli emendamenti delle forze di minoranza sono stati respinti. Solo una proposta, relativa alla vicepresidenza, è stata riformulata e approvata di concerto con la maggioranza.
La commissione avrà il compito di accertare eventuali responsabilità politiche e amministrative nella cessione delle partecipazioni dell’Ente Cassa di Faetano a San Marino Group, nell’arrivo del gruppo bulgaro e nelle iniziative riconducibili al Piano Parallelo.
Nel perimetro dell’indagine rientrano anche possibili interferenze sull’Autorità di Vigilanza durante l’iter autorizzativo, eventuali conflitti di interesse o commistioni tra esponenti politici e soggetti aziendali coinvolti, oltre a pressioni rivolte alle istituzioni sammarinesi in relazione all’Accordo di Associazione con l’Unione europea.
Nel dibattito si è confermata la distanza tra i due fronti: l’opposizione chiedeva un organismo paritetico, operativo da subito, mentre la maggioranza ha imposto una commissione proporzionale, con l’avvio dei lavori alla conclusione delle indagini e comunque non oltre il 1° settembre, anticipando il termine del 31 gennaio 2027 previsto nella prima lettura.
In parallelo, il Consiglio ha avviato in seconda lettura la Pianificazione Territoriale Strategica, lo strumento urbanistico illustrato dal segretario di Stato Matteo Ciacci.
La riforma si basa su piani tematici, cohousing, studentato e comunità abitative. Ciacci ha definito il passaggio rilevante per la legislatura, pur esprimendo rammarico per il giudizio contrario delle opposizioni, già emerso in commissione referente.
Tra le critiche della minoranza, ribadite dal relatore Gaetano Troina, sono stati richiamati il limite del provvedimento, l’assenza di un nuovo modello di pianificazione territoriale e il rischio di consolidare pratiche di gestione del territorio già finite nel mirino delle valutazioni critiche.


