Chiesto l’ergastolo per Dassilva. Il pm: Ha ucciso Pierina per non perdere tutto

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Per il pubblico ministero Daniele Paci, il movente che avrebbe spinto Louis Dassilva a uccidere Pierina Paganelli è legato alla paura di perdere tutto: la moglie Valeria, la relazione con Manuela e la possibilità di continuare a sostenere economicamente la famiglia in Africa, in particolare i due figli in Senegal.

Secondo l’accusa, la 78enne stava cercando di andare fino in fondo per scoprire chi fosse l’amante della nuora e, pur di riuscirci, avrebbe potuto rivolgersi anche a un investigatore privato. Da qui la ricostruzione dell’omicidio, avvenuto la sera del 3 ottobre 2023.

Sempre secondo il pm, Dassilva avrebbe atteso il rientro di Pierina nel suo appartamento, dopo aver saputo che la nipote Giorgia non avrebbe preso parte all’adunanza dei testimoni di Geova con la nonna. Poi sarebbe sceso nel garage sotterraneo di via del Ciclamino senza che la moglie Valeria se ne accorgesse, perché già addormentata, e avrebbe teso un agguato alla pensionata nascondendosi dietro la porta tagliafuoco.

L’accusa parla di un attacco brutale, con 27 coltellate inferte per farla soffrire e altre due, le ultime, per ucciderla. A spingere l’imputato, sempre secondo il pm, sarebbe stato anche il timore di non poter più mantenere i figli in Senegal.

Nel corso della requisitoria, durata oltre sei ore, l’accusa ha elencato una lunga serie di elementi a carico di Dassilva, definito un bugiardo capace di mentire persino sulla propria data di nascita. In aula sarebbero stati contati 280 “non ricordo” durante la sua testimonianza.

Per il pm, anche Valeria Bartolucci avrebbe tentato di proteggerlo fornendogli un alibi fasullo per la sera del delitto. Un alibi che, secondo la pubblica accusa, si sarebbe poi sgretolato davanti alle menzogne.

Confermate le quattro aggravanti già contestate, tra cui la premeditazione, la procura ha chiesto l’ergastolo per l’imputato. Dassilva, ha sostenuto il pm, avrebbe potuto evitare l’omicidio assumendosi le proprie responsabilità e lasciando la moglie per stare con Manuela Bianchi, oppure chiudendo la relazione extraconiugale. Invece, ha concluso l’accusa, avrebbe scelto di colpire Pierina con 29 fendenti.

Al momento della richiesta di condanna, Dassilva è rimasto impassibile, con lo sguardo rivolto verso il basso. Lunedì 25 maggio sarà il turno degli avvocati della difesa, Riario Fabbri e Andrea Guidi, per l’arringa. Poi, martedì 9 giugno, repliche e controrepliche e la sentenza di primo grado davanti alla Corte d’Assise di Rimini.

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