La Repubblica di San Marino si conferma ancora una volta come terra di accoglienza e umanità. Un convegno organizzato dall’Associazione San Marino–Italia presso la Sala Montelupo di Domagnano ha messo in luce tre momenti cruciali che legano indissolubilmente la piccola Repubblica alle comunità vicine, in particolare a Sassocorvaro.
Il primo episodio rimonta al 1339, quando il Consiglio dei Principi sammarinese deliberò ufficialmente di aprire le porte del territorio a chiunque cercasse protezione. Una decisione rivoluzionaria per l’epoca, che garantiva asilo senza distinzioni di età, condizione sociale o precedenti penali. Un gesto di civiltà che ha caratterizzato l’identità della Repubblica fin dalle sue origini medievali.
Durante la Seconda guerra mondiale, San Marino accolse circa centomila rifugiati italiani, offrendo loro una speranza di salvezza quando tutto sembrava perduto. Ma non solo persone: la Repubblica divenne anche rifugio per il patrimonio culturale italiano. Pasquale Rotondi, figura centrale di questa operazione umanitaria, riuscì a mettere in salvo oltre diecimila opere d’arte sottratte ai nazisti, concentrandole a Sassocorvaro, Carpegna e Urbino.
Gli storici sottolineano come questi tre fatti storici non siano casuali, ma espressione di valori fondamentali: l’amicizia, la fraternità e l’accoglienza incondizionata. Valori che permettono alle comunità di superare divisioni e costruire pace duratura. San Marino ha scelto di non restare spettatrice della storia, ma di agirvi attivamente, dimostrando che anche gli stati più piccoli possono fare la differenza nei momenti più difficili.


