Prato conferma un’idea di educazione che passa dalla poesia, dalla scena e dalla partecipazione attiva dei più giovani. Un percorso costruito come esperienza collettiva, rivolto a ragazzi e ragazze tra i 16 e i 21 anni, con la regia di Angela Antonini e il contributo visivo e sonoro di Ivan D’Alì.
Al centro c’è un lavoro che mette in relazione creatività e consapevolezza, trasformando emozioni, inquietudini e fragilità in materiali espressivi. La restituzione pubblica diventa così un gesto condiviso, capace di dare forma a un linguaggio comune e di tenere insieme i diversi registri dell’esperienza giovanile.
L’iniziativa si presenta come un atto corale contro ogni forma di violenza, dalla guerra alla violenza sulle persone. Un percorso che non si limita alla dimensione artistica, ma assume anche un valore civile, affidando alla scena il compito di raccontare tensioni, paure e desiderio di riscatto.
Il backstage documentato da Ivan D’Alì accompagna e amplifica questo processo, restituendo per immagini e suoni la trasformazione della rabbia e della vulnerabilità in energia scenica. Ne emerge una comunità poetica educante che fa della relazione tra scuola, città e giovani il proprio punto di forza.


