Hantavirus. I protocolli a San Marino ci sono?

GiornaleSM
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La MV Hondius, nave da spedizione olandese di Oceanwide Expeditions, partita sei settimane fa da Ushuaia con 147 persone per un viaggio tra Antartide, Georgia del Sud, Tristan da Cunha, Sant’Elena e Ascensione, è al centro di un’emergenza sanitaria.

Tre morti, nove casi confermati e undici sospetti di hantavirus ceppo Andes, l’unico trasmissibile tra umani, hanno segnato la crociera.

L’origine risale a un’escursione di birdwatching vicino al porto di partenza: la coppia olandese pazienti zero, l’ornitologo Leo Schilperoord, 70 anni, e la moglie Mirjam, inalò aerosol contaminati da roditori in una discarica. Lui morì l’11 aprile a bordo, lei a Johannesburg, una tedesca il 2 maggio sulla nave.

Il 10 maggio la nave attraccò a Tenerife, da dove partirono voli di rimpatrio verso sei paesi europei e il Canada, coordinati da Tedros Adhanom Ghebreyesus.

In Italia, sorveglianza su quattro residenti in Toscana, Calabria, Veneto e Campania, transitati su un volo KLM con la moglie del paziente zero. Isolati anche il marittimo reggino Federico Amaretti a Villa San Giovanni, una turista argentina a Messina e un britannico al Sacco di Milano. Lo Spallanzani analizza i campioni.

OMS, ECDC e ISS classificano basso il rischio in Europa: in Italia manca il roditore-serbatoio Oligoryzomys longicaudatus, casi storici sporadici e importati, senza vaccini o terapie specifiche.

A San Marino, Andrea Gualtieri (UOC Sanità Pubblica) conferma rischio minimo e assenza di cittadini coinvolti. Tommaso Saportio (Authority Sanitaria) ribadisce il ruolo di centro OMS per la ridistribuzione di informative.

Nessuna conferenza stampa del Gruppo di Coordinamento Emergenze Sanitarie, protocollo pubblico o comunicazione ai medici di base.

Rispetto al 2020, con decreti rapidi, numeri verdi, reparto Covid e bollettini quotidiani, manca oggi trasparenza su protocolli per casi sospetti, diagnostica, posti a pressione negativa e tracciamento arrivi da aree endemiche.

Il rischio sanitario è basso, come da fonti ufficiali. Quello istituzionale richiede protocolli visibili: la lezione del Covid fu la chiarezza documentale, essenziale per dimostrare prontezza anche in scenari minori.

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