La Conferenza di Servizi semplificata ha escluso ostacoli alla conservazione di Mutonia, il parco artistico abusivo di Santarcangelo di Romagna.
Coinvolti 26 enti e uffici competenti in urbanistica, cultura, paesaggio, ambiente e idrogeologia, tutti hanno espresso pareri favorevoli alla permanenza delle opere, a patto di eseguire alcune prescrizioni non sostanziali.
Il Comune presenterà il 19 maggio in consiglio comunale una delibera che motiva il diniego alla demolizione, disposta dalle ordinanze del 2013 e confermata dal Consiglio di Stato.
L’iniziativa, avviata a gennaio su impulso della Regione Emilia-Romagna proprietaria del terreno, mirava a valutare interessi pubblici prevalenti rispetto all’ordine di ripristino.
La Regione ha evidenziato i profili culturali di Mutonia, già riconosciuti dal Ministero e dal suo settore Patrimonio Culturale.
Nella procedura asincrona, i partecipanti hanno confermato l’assenza di vincoli idrogeologici, idraulici, paesaggistici e urbanistici.
Il parere del professor Antonio Rocca, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Viterbo, ha sottolineato la natura organica e il valore unico del sito, noto a livello nazionale e internazionale.
Il settore Patrimonio Culturale regionale ha descritto Mutonia come laboratorio artistico in armonia con il contesto fluviale, promotore di relazioni sociali e culturali.
La demolizione comprometterebbe irrimediabilmente questa esperienza, patrimonio regionale del parco tematico.
Già nel 2013 la Soprintendenza di Bologna aveva raccomandato la conservazione.
Il consiglio comunale deciderà se prevale l’interesse pubblico culturale e identitario per mantenere Mutonia.


