Nel pomeriggio di oggi si è tenuto il sopralluogo tecnico autorizzato dalla Procura di Rimini nella spa dell’hotel Duca di Montefeltro a Pennabilli, teatro della tragedia che il 5 aprile scorso costò la vita al 12enne Matteo Brandimarti, risucchiato nella vasca idromassaggio.
Gli accertamenti sulla vasca, tuttora sotto sequestro, sono stati coordinati dalla polizia giudiziaria e dai carabinieri della compagnia di Novafeltria.
Per la Procura ha partecipato il medico legale Donatella Fedeli, che aveva condotto l’autopsia sul piccolo, mentre per la famiglia Brandimarti, difesa dall’avvocato Umberto Gramenzi, era presente il consulente Claudio Cacaci.
Al sopralluogo hanno preso parte anche gli avvocati delle parti, i carabinieri e due indagati per omicidio colposo: il direttore dell’hotel e il responsabile della manutenzione e della sicurezza.
Da una prima analisi, il consulente della famiglia ha rilevato una compatibilità tra le ferite di Matteo e il sistema di aspirazione della vasca, in attesa della relazione definitiva della Procura.
Quel mattino di Pasqua, il ragazzo si trovava nella vasca con genitori e zii quando una gamba rimase incastrata nello scarico, impedendogli di riemergere.
Solo dopo lo spegnimento dell’impianto, ritardato di alcuni minuti, fu liberato e soccorso dai sanitari, ma le lesioni furono fatali.
La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, con sequestro dell’area spa e verifiche sui bocchettoni, griglie protettive e manutenzione.
La madre di Matteo, Nicoletta Sprecacè, ha espresso il suo dolore sui social: tre paia di braccia – padre, madre e zio – lottarono invano contro la pompa implacabile, priva di un interruttore di emergenza.
Nostro figlio non è stato vittima del caso, ma della negligenza che ha trasformato una vasca in trappola, conclude la donna, chiedendo giustizia.


