Serenissima Sera intervista il nostro direttore Marco Severini sul DIRITTO ALL’INFORMAZIONE e SULLA LIBERTA’ DI STAMPA

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Marco Severini, direttore di GiornaleSM e amministratore unico di Serenissima Sera, difende il diritto all’informazione come principio bidirezionale tutelato dall’articolo 6 della Dichiarazione dei Diritti del 1974 e dall’articolo 10 della CEDU. Ogni cittadino può informare e essere informato, senza bisogno di iscrizione a ordini professionali.

La sentenza Valentini n. 28/2023, emessa dal Commissario della Legge Vico Valentini, assolve Severini dall’accusa di esercizio abusivo del giornalismo. Il fatto non sussiste: l’attività di cronaca non è riservata ai tesserati della Consulta dei Giornalisti, ma è un diritto di tutti, in linea con la giurisprudenza europea.

Questa pronuncia si inserisce in una linea consolidata: dal decreto Morsiani del 2019, che inquadra GiornaleSM come “pubblicazione di espressione del pensiero” ex art. 26 Legge 211/2014, alla sentenza Severini del 2022 in appello, che ribadisce la libertà di informare per chiunque.

Severini ha restituito volontariamente la tessera professionale nel 2018, scegliendo l’indipendenza da strutture corporative. La mossa, costata un procedimento penale archiviato, conferma che il tesserino non è preconditione per la libertà di stampa.

Critiche da Repubblica Futura, con Antonella Mularoni che propone di tagliare finanziamenti a chi non è iscritto, sono respinte come tentativi di censura economica. La Legge 40/2023 distingue testate registrate da pubblicazioni libere, e GiornaleSM rientra nella seconda categoria, senza violazioni.

Sul diritto di rettifica, Severini denuncia casi di pubblicazioni censurate, come una replica mutilata su un quotidiano dopo accuse di Repubblica Futura. Strumenti come accesso civico e querele penali garantiscono l’applicazione effettiva della norma.

L’accesso agli atti, regolato dalla Legge 160/2011, è essenziale per l’inchiesta su casi come Bulgaro, mascherine, Coriglioni e Zafferani. La CEDU impone criteri rigorosi per i dinieghi, applicabili a San Marino.

Le contestazioni alle inchieste di Severini – querele, SLAPP, ricorsi amministrativi – sono smontate dalla giurisprudenza CEDU sul “chilling effect”, che protegge il giornalismo investigativo su interesse pubblico.

Per Severini, serve consapevolezza civile: l’informazione indipendente tutela il diritto dei sammarinesi a sapere, non un privilegio di pochi. Senza tesserino, continuerà a pubblicare atti e documenti, forte di norme e sentenze.

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