Continua la saga satirica dei corridoi di Palazzo Begni. Un misterioso escapologo è stato avvistato nei pressi della sede istituzionale con un compito ben preciso: liberare le dita incrociate del Segretario di Stato per gli Affari Esteri, rimasto in questa posizione dal giorno della votazione COREPER.
L’episodio ha assunto contorni surreali quando l’escapologo ha domandato al Segretario se provasse dolore. La risposta non si è fatta attendere: il dolore non è il problema, ma trovarsi in questa posizione impedisce persino di utilizzare il telefono.
Intanto, dalla Bulgaria arriva una chiamata inaspettata. Il ministro bulgaro presenta reclamo formale per danni di immagine. Al centro della controversia: i vestiti di due taglie inferiori realizzati dal sarto palestinese, ora licenziato da Beccari e assunto altrove. Una condizione però: dovrà indossare rigorosamente guanti bianchi per svolgere il nuovo incarico.
La vicenda si trasforma in una metafora dei complicati equilibri diplomatici locali, dove persino gli accessori sartoriali diventano argomento di negoziato internazionale.


