San Marino, svegliati: le scelte di oggi ricadranno sui tuoi figli…di Alfredo Del Bianco (PRO SAN MARINO)

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L’Unione Europea affronta una crisi profonda, con limiti evidenti nelle politiche sul Green Deal, la difesa comune, l’agricoltura e l’immigrazione. Decisioni lente e complesse favoriscono i Paesi più forti, alimentando rabbia tra i cittadini e rischi di astensionismo alle elezioni europee.

San Marino riflette su un’eventuale Associazione con l’UE: oggi si celebrano accordi, ma domani chi pagherà i vincoli ineludibili? Non i politici attuali, bensì le generazioni future, costrette a recepire norme senza voce in capitolo.

Come evidenzia Mario Draghi, l’Europa ha perso pilastri come l’energia russa, le esportazioni cinesi e la difesa Usa. Servono investimenti massicci in tempi brevi, ma il modello istituzionale – con sedi multiple, veti nazionali e triloghi opachi – frena l’azione rapida.

Scenario futuri delineano crepe: frontiere rigide, uscite dall’euro per Italia o Grecia, shock economici che minano la sicurezza. Senza riforme radicali, fiscali e istituzionali, l’UE rischia sgretolamento, beneficiando Russia, Cina e big tech.

Per San Marino, piccolo Stato con storia di autonomia, l’integrazione parziale minaccia identità e sovranità. I giovani erediteranno un sistema dove lo Stato dirà “Lo impone Bruxelles”, senza potere di deroghe.

Nessun Paese europeo vince sfide globali da solo: clima, migrazioni, difesa. Ma l’UE attuale, frammentata e burocratica, amplifica rischi senza garantire solidarietà. Serve un cambio radicale o un gruppo agile di Stati volenterosi.

La responsabilità ricade sulle scelte odierne: firmare oggi significa ipotecare domani. San Marino ha resistito secoli difendendo la libertà; cedere ora per convenienza sarebbe un errore irreversibile. I figli meritano un futuro controllabile, non vincolato.

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