Il Decreto-Legge sul Piano Casa, approvato dal Consiglio dei Ministri, rappresenta una risposta concreta all’emergenza abitativa italiana, con l’obiettivo di rendere disponibili circa 100 mila alloggi in dieci anni.
Il piano si articola su tre pilastri principali. Il primo si concentra sul recupero di 60 mila unità di edilizia residenziale pubblica (ERP) degradate o inutilizzate, attraverso programmi di manutenzione straordinaria e partenariato pubblico-privato.
Il secondo pilastro istituisce un fondo gestito da INVIMIT SGR, che concentra risorse europee e nazionali per l’housing sociale, con comparti dedicati a Regioni e Province autonome.
Il terzo attiva investimenti privati per l’edilizia integrata, con semplificazioni burocratiche e procedure accelerate: su 100 alloggi, almeno 70 devono essere convenzionati a canone o prezzo calmierato, con sconto minimo del 33% rispetto al mercato.
Per progetti sopra il miliardo di euro è previsto un Commissario straordinario per autorizzazioni uniche. Si introducono anche rent-to-buy per giovani, coppie e genitori separati, su immobili efficienti e sostenibili.
Queste misure, mobilitando 950 milioni di euro, puntano a ridurre liste d’attesa, favorire la “fascia grigia” con ISEE medio e contrastare il degrado urbano, integrando rigenerazione e nuovi modelli abitativi inclusivi.


