Il Consiglio europeo ha registrato un fisiologico rallentamento nell’iter di approvazione dell’Accordo di Associazione con San Marino, legato a verifiche interne di alcuni Stati membri. Non si tratta di un blocco politico né di un rifiuto del percorso europeo del Titano.
Le opposizioni, che gridano allo scandalo e chiedono dimissioni, strumentalizzano questi passaggi tecnici per fini di posizionamento interno, distogliendo l’attenzione dagli interessi nazionali.
San Marino non partecipa direttamente alla costruzione del consenso tra i 27 Paesi Ue, prerogativa esclusiva degli Stati membri, che hanno sempre confermato la volontà di chiudere positivamente il negoziato.
Trasformare ogni step burocratico in polemica interna è controproducente: in fasi delicate come questa, serve responsabilità istituzionale e senso dello Stato da parte di tutti.
Vicende giudiziarie di risonanza internazionale possono attirare sensibilità sul contesto sammarinese, ma è essenziale evitare collegamenti strumentali che danneggino la credibilità del Paese.
Il Segretario agli Esteri Luca Beccari ha chiarito che il Governo non interferisce con la magistratura e respinge l’uso di fatti extragovernativi per ostacolare l’Associazione.
Siamo alla fase finale del percorso. Tutte le forze politiche dovrebbero unirsi per sostenere questa trasformazione storica, senza confondere tempistiche con sostanza.
L’Accordo poggia su basi solide, confermate dai voti positivi del Parlamento europeo e dai progressi tecnici, come l’esame del Gruppo EFTA e il Coreper. Il “se” è acquisito: resta da definire il “quando”.
PDCS, Libera, PSD, AR e consigliere indipendente Giovanna Cecchetti.


