Repubblica Futura rompe il silenzio sul Caso Parallelo dopo mesi di cautela, ma il comunicato del partito di Mularoni e Renzi presenta omissioni rilevanti sulle intercettazioni che coinvolgono direttamente i suoi vertici. Negli atti processuali emerge come Nicola Renzi abbia indirizzato l’emissario bulgaro Andrea Del Vecchio verso Antonella Mularoni, che risulta essere il professionista di riferimento dello stesso Del Vecchio. Un dettaglio che il comunicato di Repubblica Futura ignora completamente, preferendo concentrarsi su critiche generiche verso il “country style” e i presunti “blog esteri pagati con soldi pubblici”.
La storia recente dimostra come tre soggetti, attraverso inchieste e denunce documentate, abbiano impedito che Banca di San Marino finisse nelle mani del gruppo Starcom, mentre dall’altra parte operava la professionista legata a Repubblica Futura. Emilio Della Balda ha riconosciuto pubblicamente questo lavoro di controinformazione, ringraziando per aver bloccato l’ingresso in Repubblica di società collegate al finanziamento del terrorismo islamico.
Secondo gli atti, Del Vecchio aveva dichiarato chiaramente l’intenzione di utilizzare Repubblica Futura per destabilizzare il sistema sammarinese dall’interno. Con l’arresto dell’emissario, questo progetto non è scomparso ma si è trasformato, trovando ora un nuovo canale attraverso le istituzioni europee e il veto al Coreper come strumento di pressione politica.
La legittima domanda che emerge è se Repubblica Futura sia consapevole di poter diventare strumento di pressioni esterne, oppure se agisca con piena cognizione di causa. Il comunicato, nelle sue omissioni, suggerisce una scelta di comunicazione calibrata.


