San Marino – “Non si tratta solo di trasmettere notizie, ma di farsi garanti di un’accuratezza che è diventata merce rara”

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San Marino – In occasione della Giornata Mondiale della Libertà di Stampa del 3 maggio, la Segreteria di Stato all’Informazione pone l’accento sulla qualità dei contenuti e sulla formazione professionale come antidoti a una comunicazione dominata da rumore e ostilità, che rischia di frammentare la società.

Federico Pedini Amati, Segretario di Stato per il Turismo con delega all’Informazione, avverte: questa ricorrenza non è mera retorica, ma un’occasione per valutare la vitalità del dibattito pubblico e delle comunità. In un’epoca di algoritmi e frammentazione digitale, il diritto di cronaca e la libertà di espressione restano pilastri della Repubblica, da proteggere con determinazione.

Il contesto odierno, un incessante “mercato conversazionale” accelerato dal web, impone ritmi frenetici che spesso sacrificano la profondità. Qui il giornalista assume un ruolo essenziale: non solo diffondere notizie, ma garantire accuratezza attraverso il fact-checking, un gesto di rispetto per i cittadini.

A San Marino, la prossimità tra cronisti e istituzioni richiede un’etica della responsabilità ancora più rigorosa, senza mai sfociare in condizionamenti. La libertà di stampa non è un privilegio giornalistico, ma un diritto collettivo all’informazione veritiera: ogni limitazione al reporter ferisce la democrazia intera.

Non si possono trascurare le minacce dell’intelligenza artificiale e della disinformazione orchestrata, che senza etica contaminano la conoscenza condivisa. Il Governo s’impegna a supportare un’editoria innovativa, fedele ai principi, investendo in contenuti di valore e aggiornamento continuo. “Siamo ciò che pubblichiamo”, avverte Pedini Amati: solo rumore genera divisione e sordità sociale.

Il pensiero va a chi, altrove, rischia la vita per la verità. Nella nostra “Antica Terra della Libertà”, custodiamo il privilegio del dissenso aperto. L’impegno della Segreteria è chiaro: garantire spazi liberi e indipendenti, perché un potere che paventa il controllo della stampa tradisce il bene comune.

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