San Marino – RETE: “Primo Maggio, non basta avere un lavoro se non permette di vivere dignitosamente!”

Libertas
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Il Primo Maggio invita a un’analisi sincera sulla condizione dei lavoratori sammarinesi. Nonostante un tasso di disoccupazione ai minimi storici, intorno al 2,2% nel 2025 grazie alla vitalità del settore privato, avere un impiego non garantisce più una vita decorosa.

L’inflazione ha eroso il potere d’acquisto, gonfiando le spese quotidiane mentre i salari ristagnano, rendendo arduo pagare l’affitto, mantenere una famiglia o pianificare il domani.

Per RETE, il lavoro deve riprendere il ruolo di leva per l’emancipazione sociale, non mera sopravvivenza. Servono retribuzioni allineate al costo della vita, per assicurare indipendenza e serenità.

Altra priorità è sconfiggere il precariato, che blocca mutui, affitti e stabilità. In sede di Legge per la Famiglia, RETE ha proposto un emendamento per limitare a 12 mesi i contratti a termine, ribaltando l’allungamento a 24 mesi del Decreto Lonfernini del 2023.

Così i passaggi a tempo indeterminato avverrebbero più celermente, aprendo porte a garanzie e benefici reali.

Sui temi di denatalità e famiglia, discussi in Commissione IV, i bonus spot non bastano. Servono basi solide: impieghi stabili, stipendi congrui, case accessibili, asili e servizi pubblici efficienti per convincere le coppie a procreare senza timori.

Questo Primo Maggio sollecita la politica a scelte coraggiose sul fronte sociale. RETE è in prima linea per realizzarle.

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