La diplomazia sammarinese con Bruxelles assume toni umani e speranzosi. “Incrocio le dita, stavolta potrebbe essere quella buona”, confida il Segretario agli Esteri Luca Beccari, rivelando l’emotività dietro le trattative.
Il puzzle si sta completando: la Spagna ha tolto le riserve, la Germania finalizza le procedure interne, Cipro dalla presidenza di turno accelera tutto.
Date chiave: 5 maggio per l’incontro EFTA, 6 maggio al Coreper con il voto cruciale che richiede unanimità, 11 maggio al Consiglio dei Ministri europeo. Il Coreper è il momento vero, dove ogni paese deve approvare senza eccezioni.
Superate incertezze su Bulgaria grazie all’impulso cipriota. Se filerà liscio, dopo l’11 maggio scatteranno sei-otto settimane per la firma, entro fine giugno o inizio luglio, con entrata in vigore provvisoria entro fine 2026.
L’accordo di associazione è solo l’inizio di un percorso complesso, specie sul fronte finanziario. Fabio Righi e Nicola Renzi in commissione insistono su chiarezza e sul clarifying addendum, ma Beccari è fermo: non ferma la firma. La parte finanziaria slitterà, in attesa dell’adeguamento normativo sammarinese e del consenso Ue.
Intanto il Segretario Gatti a Washington ha visto Banca d’Italia e MEF: l’Italia conferma disponibilità al tavolo. Presto primi lavori su vigilanza bancaria, scambio informazioni e cooperazione autorità.
Un capitolo delicato resta chiuso: l’arbitrato internazionale di investitori bulgari sul caso Bsm. Notifica arrivata, analisi in corso, ma Beccari tace per strategia, lontano dai microfoni.
Gerardo Giovagnoli evidenzia ombre sul sistema finanziario interno. Renzi avverte: “I dubbi della popolazione crescono anziché svanire”. San Marino attende da decenni, e questi giorni decisivi incarnano anni di sforzi.


