DOMANI – Motus Liberi interviene nel dibattito aperto sul futuro energetico della Repubblica e precisa di non aver mai proposto la costruzione immediata di una centrale nucleare a San Marino.
Il movimento sostiene invece la necessità di avviare subito una discussione seria e strutturata, con il coinvolgimento di esperti indipendenti, per valutare costi, benefici, tempi, sicurezza e sostenibilità delle diverse opzioni disponibili. L’obiettivo, viene ribadito, non è quello di scegliere sulla base di slogan o appartenenze ideologiche, ma di affrontare il tema con programmazione e visione di lungo periodo.
Secondo DOMANI – Motus Liberi, le decisioni in campo energetico richiedono anni di studio, investimenti e accordi internazionali. Per questo, afferma il movimento, limitarsi a rincorrere le emergenze significa arrivare sempre in ritardo rispetto ai cambiamenti già in corso. In quest’ottica, il nucleare viene indicato come una delle tecnologie tornate al centro del dibattito europeo, insieme ai nuovi Small Modular Reactors e alle riflessioni già avviate anche in Italia.
Il movimento osserva inoltre che un eventuale progetto innovativo non comporterebbe necessariamente un onere diretto e integrale per lo Stato, ipotizzando invece modelli basati su partnership pubblico-private, investimenti industriali e collaborazioni internazionali. L’energia, sostiene D-ML, non andrebbe considerata soltanto come risposta ai consumi interni, ma anche come possibile leva di sviluppo economico, capace di generare investimenti, occupazione qualificata e nuove competenze.
Nel replicare alle osservazioni sul termovalorizzatore, DOMANI – Motus Liberi rivendica di aver comunque ottenuto un risultato politico: riportare al centro dell’agenda il tema energetico. Per il movimento, parlare oggi di nucleare, termovalorizzazione, fotovoltaico, accumuli e nuove tecnologie significa riconoscere che per troppo tempo la Repubblica ha affrontato la questione in modo frammentato e senza una strategia complessiva.
La critica finale riguarda l’orientamento dell’esecutivo, considerato troppo sbilanciato sull’acquisto di impianti fotovoltaici fuori confine. Il fotovoltaico viene riconosciuto come componente utile della transizione, ma non sufficiente da solo a garantire la continuità del fabbisogno nazionale. Da qui la richiesta di una strategia energetica organica, fondata sulla valutazione trasparente di tutte le soluzioni: rinnovabili, accumuli, cogenerazione, valorizzazione dei rifiuti e, in prospettiva, anche le nuove tecnologie nucleari.
Per DOMANI – Motus Liberi, il vero rischio non è discutere di nucleare, ma rinunciare a farlo seriamente, mentre il resto d’Europa pianifica già il proprio futuro energetico.


