L’amministrazione Trump accoglie con forte scetticismo la proposta iraniana di riaprire lo Stretto di Hormuz in cambio di un rinvio delle trattative sul programma nucleare. Secondo fonti vicine alla Casa Bianca, riportate dal Wall Street Journal, non c’è una bocciatura formale, ma prevale il dubbio sulla sincerità di Teheran e sulla sua disponibilità a fermare l’arricchimento dell’uranio.
L’offerta, confermata anche da Reuters, mira a sbloccare il traffico energetico globale, paralizzato da tensioni che hanno intrappolato circa duemila navi e ventimila marinai nel Golfo Persico, con il flusso marittimo ridotto al minimo.
Il segretario di Stato Marco Rubio ha tagliato corto in un’intervista a Fox News: il nucleare resta il nodo cruciale, e ogni intesa deve escludere lo sviluppo di armi atomiche da parte dell’Iran. Rubio ha precisato che il blocco non colpisce il traffico generale, ma solo quello iraniano, opponendosi a un sistema di “pedaggi illegali” imposto da Teheran.
La portavoce Karoline Leavitt ha annunciato una risposta ufficiale nei prossimi giorni, mentre interni dibattiti animano la Casa Bianca sulla strategia negoziale. Intanto, l’ambasciatore iraniano all’Onu Amir Saeid Iravani insiste: stabilità nel Golfo solo con fine delle aggressioni e garanzie sui diritti sovrani di Teheran.


