L’Archivio di Adria ha portato alla Cineteca documenti esclusivi su Federico Fellini, tra cui quella che potrebbe essere la prima fotografia del regista su un set cinematografico. Lo scatto, realizzato a Portotolle sull’argine del Po, ritrae il giovane Fellini al centro dell’inquadratura con gli occhiali, impegnato nella sceneggiatura e nella realizzazione del film.
A Rimini prosegue l’appuntamento annuale dedicato al maestro riminese, ospitato dalla Cineteca di Rimini e promosso dal Fellini Museum insieme al Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna. L’evento riunisce oltre trenta ospiti per affrontare il tema di Fellini e la critica, analizzando come i media nazionali e internazionali hanno raccontato la carriera del regista e quali elementi hanno contribuito al suo successo.
Marco Leonetti, presidente del Fellini Museum, sottolinea l’importanza di combinare il riconoscimento dei talenti contemporanei con l’approfondimento dello studio fellinniano. Roy Menarini dell’Università di Bologna evidenzia come la ricerca ricostruisca la storia di Fellini attraverso le recensioni critiche, recuperando sia documenti storici che analizzando la sua presenza nella cultura digitale contemporanea.
La carriera di Fellini non è stata sempre lineare. Dopo La dolce vita e soprattutto Otto e mezzo, il regista ha coniato un termine diventato celebre: “felliniano”, entrato persino nella Treccani. Tuttavia, proseguendo la sua attività, Fellini ha incontrato crescenti difficoltà realizzative. I suoi film, caratterizzati da complessità, ricchezza e spesso elevati costi di produzione, non sempre mantennero il medesimo entusiasmo del pubblico.
Lo scenografo Emanuele Taglietti, che ha lavorato direttamente con il maestro, ricorda come fosse essenziale non farsi mai trovare impreparati. Fellini raramente forniva la sceneggiatura prima delle riprese, mantenendola prevalentemente nel proprio pensiero creativo.


