Motus dai Reggenti: “Democrazia e separazione dei poteri saltate”

Libertas
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Tensione politica a San Marino dopo le dichiarazioni del Segretario di Stato alla Giustizia Stefano Canti sulla conclusione imminente dell’inchiesta sull’affare bulgaro. Venerdì scorso, durante il dibattito in Consiglio Grande e Generale, Canti ha affermato che le indagini si concluderanno verosimilmente entro fine maggio, scatenando immediate proteste dell’opposizione.

La dichiarazione ha sollevato dubbi sulla separazione dei poteri. Il consigliere Gian Nicola Berti ha tentato di difendere Canti sostenendo che il dirigente del tribunale Giovanni Canzio avrebbe fornito questa tempistica al Segretario. Tuttavia, questa giustificazione ha aggravato le preoccupazioni sulla possibile commistione tra piano giudiziario e politico.

Domani Motus Liberi ha ritenuto necessario sottoporre la questione alla Reggenza. Una delegazione composta dal capogruppo Fabio Righi e dal consigliere Gaetano Troina ha incontrato i Capitani Reggenti Alice Mina e Vladimiro Selva per rappresentare le preoccupazioni maturate nel dibattito consiliare.

Il presidente di Domani Motus Liberi Lorenzo Forcellini Reffi ha denunciato un “passaggio obbligatorio”, sottolineando come non vengano garantite le basi della democrazia, in particolare la separazione dei poteri. L’opposizione denuncia inoltre che i “presidi di tutela dell’ordine democratico del Paese sono saltati”.

La vicenda riguarda la tentata scalata alla Banca di San Marino da parte del gruppo bulgaro Starcom e il cosiddetto “piano parallelo” emerso dalle indagini, che ipotizza iniziative volte a esercitare pressioni sui procedimenti giudiziari e influenzare le istituzioni.

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