Milleottocento cinquanta cittadini sammarinesi hanno sottoscritto un’Istanza d’Arengo presentata il 5 aprile da Rosa Paci, lanciando l’allarme su un disagio psicologico in rapido aumento nel Paese. Il documento denuncia la vulnerabilità del sistema sanitario attuale di fronte a un’epidemia silenziosa di sofferenza emotiva, aggravata da isolamento sociale e difficoltà relazionali che destabilizzano famiglie e comunità intere.
Senza interventi rapidi, avvertono i firmatari, queste crisi possono sfociare in atti autolesivi, aggressivi o suicidari, con effetti devastanti su individui,亲i e società. La salute mentale non è un lusso, ma un obbligo statale, pilastro del diritto alla salute.
L’istanza avanza un piano concreto in quattro assi: innanzitutto, un centro specializzato per diagnosi, cure e monitoraggio post-tentativo suicidario, con ricoveri obbligatori di almeno 48 ore e percorsi di assistenza continua. Secondo, un numero verde attivo 24 ore su 24 per emergenze psicologiche, gestito da esperti qualificati.
Terzo, formazione obbligatoria per medici, sanitari e forze dell’ordine, mirata a valutare rischi, gestire tentativi e sostenere famiglie in lutto traumatico. Quarto, campagne di prevenzione per abbattere lo stigma e potenziare la rete tra servizi sanitari e comunità, favorendo l’individuazione precoce dei segnali di allarme.
L’appello finale alle istituzioni è perentorio: adottare norme e progetti pilota con urgenza, ponendo al centro dignità umana e cura della psiche. In un contesto di crescenti vulnerabilità, questa mobilitazione sottolinea che la prevenzione suicidaria è una priorità pubblica non più rinviabile.


