La Repubblica di San Marino ha avviato con successo la fase pratica della riforma sulla naturalizzazione, celebrando il 18 aprile le prime prove di verifica della conoscenza civica per aspiranti cittadini.
Questa tappa, prevista dalla Legge 25 febbraio 2026 n. 27 e dal Regolamento attuativo di marzo, elimina l’obbligo di rinunciare alla cittadinanza originaria, privilegiando invece un’effettiva adesione ai principi sammarinesi attraverso competenza culturale e linguistica.
Centocinquantatré candidati, organizzati in tre turni, hanno affrontato un test di 15 quesiti a risposta multipla su storia, istituzioni e valori della Repubblica, dalle origini del Santo Fondatore all’attuale struttura statale. Servono almeno dieci risposte corrette per superare la prova, con possibilità di riprova e validità illimitata dell’attestato per la domanda finale agli Uffici di Stato Civile.
“La naturalizzazione è il culmine di un cammino di vera appartenenza, fondato sulla comprensione delle nostre radici”, ha dichiarato il Segretario di Stato per gli Affari Interni Andrea Belluzzi. “Abolire la rinuncia alla cittadinanza precedente segna un passo moderno, ma apriamo le porte solo a chi ne assorbe lo spirito e la storia”.
La Commissione Giudicatrice, guidata dai Direttori dei Dipartimenti Affari Esteri, Interni e Pubblica Istruzione, esaminerà gli elaborati entro un mese. Con sessanta pratiche ancora in corso, la prossima sessione è in novembre, ma con flessibilità per anticipi in base alle richieste.
San Marino punta così su una cittadinanza consapevole, intrecciando padronanza dell’italiano e nozioni istituzionali per un’integrazione autentica nel tessuto sociale.


