Sovranità o Sussidi “a debito”? L’oro nei rifiuti per blindare i conti: la via liberale per una San Marino padrona del suo destino

GiornaleSM
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Nel 2026 San Marino emerge da un periodo di gravi difficoltà finanziarie, recuperando progressivamente la fiducia internazionale grazie agli upgrade delle agenzie di rating e al via libera del Fondo Monetario Internazionale sulla gestione delle finanze pubbliche.

Il Segretario di Stato Marco Gatti ha preso in mano una situazione ereditata da anni di politiche fallimentari, riportando la raccolta bancaria vicino ai 7 miliardi di euro e stabilizzando il bilancio con un impegno costante, nonostante le resistenze sindacali che hanno attenuato la riforma fiscale.

Le tensioni geopolitiche, come quelle nello Stretto di Hormuz segnalate dall’USC, minacciano però il turismo e i costi di importazione, inclusi quelli energetici, esponendo il Titano a rischi esterni imprevedibili.

Il Parlamento spreca tempo su commissioni d’inchiesta marginali, come fatti di cronaca o questioni animaliste, ignorando quella essenziale sulle responsabilità della crisi economica passata, e proponendo misure populiste come la tassazione degli appartamenti vuoti, che penalizzano i proprietari già tassati.

La vera priorità è l’indipendenza energetica tramite un termovalorizzatore, che trasformerebbe i rifiuti in energia elettrica eccedente il fabbisogno nazionale, da rivendere per proteggere famiglie e imprese dai rincari globali e generare ricchezza reinvestibile.

Problemi come l’abitare, affrontati dalla recente “Legge Casa”, non si risolvono con sussidi a debito o nuove imposte, ma con un sistema sovrano che riduca i costi strutturali e favorisca l’impresa.

San Marino deve scegliere: inseguire distrazioni effimere o consolidare i progressi puntando su infrastrutture strategiche per un futuro autonomo e resiliente.

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