SAN MARINO – Le tensioni nel Medio Oriente e le criticità nello stretto di Hormuz stanno scuotendo l’economia sammarinese con effetti crescenti su più fronti. Dal marzo scorso, i prezzi dei carburanti oscillano quotidianamente fino a 18 centesimi al litro, un’instabilità mai vista da decenni.
L’Unione Sammarinese Commercio e Turismo (USC) denuncia un impatto che va oltre i carburanti, travolgendo l’intero tessuto produttivo. Le aziende devono adeguare di continuo strategie e bilanci, con rincari che erodono i margini di profitto.
Nel turismo, le cancellazioni raggiungono l’80% per i gruppi dal Sud-Est asiatico, minacciando la stagione 2026 con perdite irreparabili. Il settore informatico soffre ritardi negli approvvigionamenti e aumenti dei costi del 20-50%, complicati dalle norme sul “dual use” e dalla posizione extra-CEE di San Marino.
L’edilizia è in ginocchio: i costi dei materiali alle stelle fermano cantieri e complicano lavori con stime ormai obsolete, rischiando ulteriori sospensioni.


