SAN MARINO. STRASBURGO CHIAMA, IL BAR RISPONDE: L’INCONTRO SEGRETO IN VIA GINO GIACOMINI

GiornaleSM
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La scorsa settimana, in un bar di via Gino Giacomini a San Marino, si è consumato un incontro riservato tra due protagonisti della scena giuridica istituzionale: Sabrina Bernardi, dirigente dell’Avvocatura dello Stato, e Gilberto Felici, giudice sammarinese a Strasburgo, noto come l’uomo all’Avana sulla stampa locale.

L’appuntamento, lontano dalle sedi ufficiali, ha lasciato perplessi gli osservatori. Felici, secondo testimoni diretti, ha portato con sé una cartella di documenti, discussi a lungo con la Bernardi tra un caffè e l’altro, in un contesto che stride con i protocolli formali.

Perché optare per un tavolino di bar invece del Palazzo? Se al centro c’erano dossier statali o procedimenti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, l’informalità appare fuori luogo, specie per figure chiave come la Bernardi, responsabile della difesa della Repubblica, e Felici, interprete della giurisprudenza sammarinese in Europa.

Il timing è sensibile: riecheggiano ancora le accuse del capogruppo DC Massimo Ugolini in Aula, su presunti legami occulti capaci di influenzare giudizi oltre confine.

Il contenuto delle carte resta avvolto nel mistero: atti ufficiali, bozze giudiziarie o note private? Questo contatto extra-istituzionale solleva dubbi su trasparenza e opportunità, in un momento in cui San Marino fatica a convincere organismi come il GRECO della propria credibilità.

Un coordinamento tra chi difende lo Stato e chi lo giudica a Strasburgo, al di fuori dei canali ufficiali, non fa che accendere nuovi interrogativi.

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