L’ASTROLABIO – “L’Antimafia e i Tapis Roulant” … di Augusto Casali

GiornaleSM
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La Commissione Antimafia di San Marino ha completato la prima Relazione sull’attività della XXXI Legislatura, pronta per il dibattito in Consiglio Grande e Generale.

Istituita nel 2011 con la Legge n. 107, nacque dopo un’intensa collaborazione con esperti italiani, come l’ex Procuratore Nazionale Antimafia Piero Luigi Vigna, in risposta a un pesante attacco mediatico contro la Repubblica.

All’epoca, il Consiglio Grande e Generale approvò all’unanimità misure contro le infiltrazioni mafiose, rompendo il silenzio su un fenomeno che richiedeva anticorpi immediati.

Segnalazioni di gendarmi investigativi, inizialmente ignorate, portarono a una relazione del Magistrato Dirigente discussa in Aula, rivelando “spalloni” locali che aprivano le porte alla malavita.

La criminalità si era evoluta, mimetizzandosi con cravatta e tecnologia, mentre le forze dell’ordine necessitavano specializzazione e intelligence adeguata.

Proposte come una Procura antimafia, una struttura dedicata e un’agenzia di intelligence dimensionata al territorio – capace di prevenire casi come “Confuorti e Banca Cis” – furono bloccate, destando interrogativi su chi le temesse.

La Relazione della XXX Legislatura definiva la criminalità organizzata in senso ampio, come nella Convenzione di Palermo: associazioni per reati e profitti.

La nuova Relazione delinea un rischio elevato di infiltrazioni, per la vicinanza a zone mafiose italiane e falle nei controlli, confermando le criticità emerse nel 2011.

Dopo 15 anni, poco è cambiato: il sistema persiste con gli stessi vizi, rischiando stagnazione cronica se non si interviene con urgenza.

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