Attualmente è presidente del gruppo consiliare di Libera San Marino, formazione nata dall’unificazione di Sinistra Socialista Democratica, Movimento Civico 10 e Riforme e Sviluppo. Fa parte anche della delegazione sammarinese presso l’OSCE PA e guida la Commissione consiliare permanente competente in materia di affari esteri, emigrazione e immigrazione, sicurezza e ordine pubblico, informazione.
Una figura chiamata a gestire alcuni dei dossier più sensibili della legislatura: dalla riforma IGR alla sanità, dall’Accordo di Associazione con l’Unione europea al riconoscimento della Palestina, fino al tema della sovranità energetica e al PRG.
Libera nasce da un percorso di riaggregazione dell’area progressista e riformista sammarinese. Per il partito, l’unificazione ha significato la costruzione di una forza politica più solida, capace di assumersi responsabilità di governo e di affrontare in modo più credibile i problemi del Paese.
Sul piano istituzionale, la Commissione da lui presieduta ha tenuto insieme materie molto diverse ma accomunate da un forte peso strategico. In questo contesto, il lavoro sulla diplomazia parlamentare ha assunto un ruolo centrale, con il rafforzamento dei rapporti con altri parlamenti e la costruzione di strumenti stabili di cooperazione internazionale.
La riforma IGR è stata uno dei passaggi più complessi dell’intera legislatura. Libera rivendica di aver lavorato per mantenere aperto il confronto con parti sociali, categorie economiche e sindacati, evitando fratture tra lavoratori sammarinesi e frontalieri e puntando a un equilibrio tra sostenibilità del sistema, equità fiscale e competitività.
Sul fronte della sanità, il nuovo Comitato Esecutivo dell’ISS viene considerato un elemento di discontinuità positiva. Tra le priorità indicate figurano la riduzione delle liste d’attesa, il rafforzamento della medicina di base, il potenziamento della prevenzione, l’avvio dell’hospice e un’attenzione crescente alla salute mentale e ai bisogni della terza età.
L’Accordo di Associazione con l’Unione europea viene presentato come una scelta strategica per il futuro della Repubblica. Secondo questa impostazione, San Marino deve ottenere garanzie forti su sovranità, tutele e gradualità, senza rinunciare alla propria identità istituzionale ma rafforzando la capacità di stare nel mercato unico europeo.
Sul piano internazionale, il riconoscimento dello Stato di Palestina viene letto come una scelta coerente con la tradizione sammarinese di dialogo, pace e rispetto del diritto internazionale. Centrale anche il richiamo alla storica vocazione umanitaria della Repubblica, dall’accoglienza durante la Seconda guerra mondiale alla tutela di chi fugge da guerre e persecuzioni.
In ambito energetico, l’obiettivo è arrivare progressivamente a un livello molto alto di autonomia attraverso le rinnovabili, in particolare il fotovoltaico. Le comunità energetiche, l’autoconsumo collettivo e i nuovi investimenti sono indicati come strumenti per ridurre la dipendenza dai mercati internazionali e rafforzare la sovranità economica del Paese.
Sul tema della cittadinanza, la linea è quella di una maggiore apertura, senza allarmismi sull’identità nazionale. La doppia cittadinanza viene considerata una realtà già diffusa, mentre la nuova normativa dovrebbe valorizzare percorsi seri di appartenenza e integrazione nella comunità sammarinese.
Sul fronte internazionale, l’esperienza maturata nell’OSCE PA e negli altri organismi multilaterali viene descritta come essenziale per un piccolo Stato. Per San Marino, la presenza attiva nei tavoli internazionali serve a rafforzare credibilità, relazioni e capacità di incidere nei processi globali.
La visione per i prossimi dieci anni è quell


