San Marino. EFTA e COREPER. mentre la Bulgaria decide, Christov scrive ai ministri e Matteo Mularoni risponde per le rime.

GiornaleSM
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Oggi alle 14.30 si riunisce il gruppo EFTA, passaggio preparatorio al COREPER di domani. Sul tavolo torna l’orientamento della Bulgaria sull’accordo di associazione tra San Marino e Unione Europea, dopo la riserva già sollevata nella precedente seduta che aveva rallentato l’iter.

Il contesto è quello di giornate segnate anche da uno scambio di lettere e prese di posizione legate alla vicenda BSM. Il 14 maggio Assen Christov ha inviato una comunicazione formale ai Segretari di Stato Luca Beccari e Marco Gatti, oltre che all’avvocato Matteo Mularoni.

Nel testo, Christov rilancia contestazioni già note. Su Beccari sostiene che il padre, Marco Beccari, presidente di ECF e unico firmatario del contratto di vendita di BSM, avrebbe informato il figlio dell’operazione, che sarebbe stata accolta con favore. Si tratta di un’affermazione non provata, ma inserita in un documento formale che non ha ricevuto smentite pubbliche dirette.

Sul fronte Gatti, Christov contesta il sequestro dei 15 milioni definendolo privo di un reato presupposto accertato e chiede chiarimenti sulla destinazione dei fondi. La Banca Centrale ha già spiegato che le somme seguono il percorso previsto dalla legge verso conti intestati all’autorità giudiziaria, ma dal Segretario alle Finanze non è arrivata una replica pubblica.

Più netta la posizione su Matteo Mularoni, accusato da Christov di aver ostacolato la scalata a BSM in modo “ostile” nell’ambito del Comitato di Consultazione della banca.

Il 16 maggio è arrivata la risposta dell’avvocato, che si dichiara del tutto estraneo alla vicenda fin dall’origine e contesta l’impianto delle accuse con un dato preciso: non fa parte del Comitato di Consultazione di Banca di San Marino da circa dieci anni. Per questo, le contestazioni sul suo presunto ruolo sono considerate nei fatti impossibili.

Mularoni aggiunge che le responsabilità di Christov e dei suoi sostenitori sono già all’attenzione delle autorità, non solo giudiziarie. E chiude osservando che la strategia mediatica dell’imprenditore ha ottenuto un effetto opposto a quello cercato: rafforzare, per chi non conosce la vicenda, l’idea che il fallimento della scalata a BSM sia stato un esito provvidenziale.

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