San Marino – Affare bulgaro e UE: “Cittadini avviliti, confusi e chi ci guarda dall’estero ci ride dietro”

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Le opposizioni tornano a contestare la commissione d’inchiesta sull’affare bulgaro, approvata martedì con l’impostazione voluta dalla maggioranza. In una conferenza stampa comune, Repubblica Futura, Domani Motus Liberi e Rete hanno ribadito le critiche sul percorso che ha portato all’istituzione dell’organismo consiliare chiamato a fare luce sulla mancata vendita di Banca di San Marino al gruppo bulgaro e sulle ricadute politiche e internazionali della vicenda.

Per Enrico Carattoni, di Repubblica Futura, il problema è già nel metodo con cui si è arrivati al via libera. Il consigliere ha ricordato che erano stati presentati tre progetti di legge, ma il confronto sul merito si è fermato subito per effetto della mozione con cui la maggioranza ha imposto la propria linea. A suo giudizio, il dibattito in Aula ha mostrato nervosismo e soprattutto l’assenza di una reale volontà di accertare eventuali responsabilità politiche.

Sulla stessa linea Gaetano Troina, di Domani Motus Liberi, che ha insistito sulla mancata pariteticità della commissione. Secondo il consigliere, la giustificazione fornita dalla maggioranza, legata alle proporzioni numeriche del Consiglio Grande e Generale, non convince se si considera la delicatezza della materia e il fatto che il partito più coinvolto nella vicenda dispone del maggior numero di commissari. Troina è tornato anche sulla posizione del segretario di Stato agli Esteri Luca Beccari, per il quale DML continua a chiedere le dimissioni.

Molto critico anche Giovanni Zonzini, di Rete, che ha definito il rinvio dell’avvio dei lavori e la mancata scelta di una commissione paritetica come un segnale grave, quasi un’ammissione di colpevolezza. Il consigliere ha richiamato il precedente della commissione d’inchiesta su BancaCIS, ricordando che nel 2019 fu proprio la Democrazia Cristiana, allora all’opposizione, a chiedere e ottenere una composizione paritetica. Da qui l’interrogativo rilanciato da Rete: perché oggi la Dc vuole controllare i lavori della commissione.

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