Il Giudice per le Indagini Preliminari Alessandro Capodimonte ha disposto l’applicazione di una misura cautelare di divieto di avvicinamento nei confronti di tre persone, al centro di gravi accuse di condotte persecutorie e violente. Questa decisione giunge nell’ambito delle indagini condotte dalla Procura di Rimini, che ha attivato le procedure previste dal cosiddetto ‘Codice Rosso’.
Gli indagati sono una donna di 39 anni, di origine moldava, e i suoi genitori, entrambi di 59 anni. Secondo quanto emerso dall’inchiesta, il terzetto avrebbe preso di mira l’ex marito della donna con una serie di azioni vessatorie. La misura imposta vieta loro di avvicinarsi all’abitazione e ai luoghi di lavoro della presunta vittima.
L’episodio più grave contestato dagli investigatori riguarda una presunta aggressione orchestrata. La ricostruzione accusatoria indica che l’ex moglie avrebbe attirato l’uomo in un’abitazione per poi chiuderlo a chiave in una stanza. Qui, i genitori di lei avrebbero sferrato un attacco fisico, utilizzando cocci di vetro e una paletta di ferro.
Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Davide Ercolani e condotte dai Carabinieri, hanno rivelato un quadro di comportamenti vessatori che si protraggono dallo scorso mese di maggio. Tra le denunce presentate dall’uomo figurano il sistematico impedimento a vedere le sue due figlie di 10 anni e ripetute minacce di morte.
I tre indagati, per i quali vige la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva, sono assistiti legalmente dall’avvocata Martina Montanari.


