Trent’anni di evoluzione statistica fotografano una Rimini profondamente cambiata sul piano della sicurezza. Il report annuale del Sole 24 Ore conferma un trend in netta discesa: le 28.688 denunce registrate nel 1996 sono diventate 18.347 nel 2025, segnando un calo complessivo del 56,3% pari a 10.341 episodi in meno. Solo nell’ultimo anno, la flessione dei reati denunciati è stata del 10,7%.
Il presidente della Provincia, Jamil Sadegholvaad, analizzando il documento, sottolinea il crollo specifico dei reati predatori: le rapine diminuiscono del 33%, i furti del 18,7% e i danneggiamenti dell’8,3%. Il dato proietta Rimini fuori dalle prime quattro posizioni della classifica nazionale delle città con il maggior numero di denunce.
Sadegholvaad riconduce questi risultati alla sinergia tra enti locali e forze dell’ordine, supportata da un massiccio piano di potenziamento tecnologico: in 15 anni le telecamere di sorveglianza sono passate da 44 a 464, con l’obiettivo di raggiungere quota 557 entro l’inizio del 2027 a fronte di un investimento di oltre 4 milioni di euro. L’amministratore tuttavia non nasconde il nodo irrisolto del personale: “C’è stato e c’è quindi un lavoro fatto dal territorio, pur constatando il cronico disinteresse nazionale in ordine all’adeguamento degli organici di polizia nelle aree ad altissimo flusso turistico”.
Guardando al futuro, la Provincia punta sul progetto della Cittadella della Sicurezza presso l’ex caserma ‘Giulio Cesare’ e si dice pronta a destinare parte dell’imposta di soggiorno per potenziare le condizioni operative delle forze di polizia, pur invocando il necessario upgrade amministrativo della Questura per rispondere alle esigenze di una realtà ad elevata densità turistica.


