Pensioni, il 28,7% dei riminesi percepisce meno di mille euro al mese

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I pensionati riminesi risultano i più poveri della provincia, con un reddito pensionistico che per una quota significativa resta sotto i 1.000 euro al mese. Secondo l’Osservatorio SPI Emilia-Romagna, elaborato da IRES, nel Riminese il 28,7% dei pensionati rientra in questa fascia, una percentuale più alta rispetto al resto del territorio regionale.

Il rapporto, intitolato “Il sistema pensionistico e le sue determinanti”, offre una lettura del sistema pensionistico regionale mettendo in relazione demografia, mercato del lavoro e redditi da pensione. Per la provincia di Rimini i dati confermano criticità già note: tra il 2020 e il 2024 il numero dei pensionati è cresciuto del 5,4%, il dato più alto tra le province dell’Emilia-Romagna.

A pesare è anche la maggiore incidenza delle pensioni assistenziali, considerata il riflesso di carriere lavorative più deboli e discontinue, spesso segnate da occupazioni stagionali e contratti non stabili. In regione il quadro è segnato da invecchiamento della popolazione, denatalità persistente e rallentamento dei flussi migratori, elementi che riducono la capacità di compensazione demografica.

Nel 2024 l’INPS ha registrato in Emilia-Romagna 1,2 milioni di beneficiari di trattamenti pensionistici, con un reddito pensionistico medio lordo annuo pari a 24.447 euro. Il rapporto segnala inoltre un persistente divario di genere: le pensioni delle donne risultano mediamente inferiori del 30% rispetto a quelle degli uomini.

Sul fronte delle liquidazioni, nel 2024 in regione sono aumentate le pensioni di vecchiaia mentre sono diminuite quelle anticipate. Un andamento che si riflette anche sul territorio riminese, dove la struttura delle pensioni rispecchia la vocazione economica locale, legata in particolare a turismo, servizi e lavoro stagionale.

La Cgil Rimini e lo Spi richiamano l’attenzione del Governo sulla necessità di rafforzare le tutele per chi ha carriere frammentate e stagionali, con misure capaci di sostenere i redditi da lavoro e, di conseguenza, quelli pensionistici. Per la segretaria generale della Cgil Rimini, Francesca Lilla Parco, serve intervenire anche sull’assenza di una specifica indennità di disoccupazione stagionale per la filiera del turismo.

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