Insostenibilità economica, storico bagno chiude. Giani (Lega): urge riflettere

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La chiusura, dopo 55 anni di attività, del bagno 54 di Viserbella viene letta dalla Lega come un campanello d’allarme per il turismo riminese, proprio mentre in città iniziano i primi bandi per le concessioni balneari.

Per il segretario comunale del partito, Gilberto Giani, si tratta di un segnale preoccupante che certifica le difficoltà del comparto e mette in discussione le strategie di promozione della riviera fin qui adottate.

Secondo Giani, il caso della storica attività balneare di Rimini nord mostra come un tempo considerato redditizio oggi non lo sia più, tanto da spingere alcune gestioni a interrompere l’attività per ragioni di sostenibilità economica.

Il dirigente leghista richiama anche gli operatori più piccoli, che secondo lui si troverebbero a dover valutare con estrema prudenza quanto offrire per ottenere una concessione e quanto investire in eventuali interventi di riqualificazione, in un quadro di margini sempre più ridotti.

Nel suo intervento, Giani critica inoltre il Piano dell’Arenile e la recente variante, giudicati segnali di incertezza e di possibile favore verso i grandi gruppi interessati agli investimenti sul litorale.

Per la Lega, il comparto balneare dovrebbe interrogarsi non solo sulle norme europee, ma anche sulle scelte strategiche compiute in riviera, dalla promozione turistica alle difficoltà logistiche e amministrative che avrebbero aggravato la situazione.

Il rischio, secondo Giani, è che una filiera storica del turismo riminese venga indebolita fino a perdere la propria identità, senza riuscire a rinnovarsi in modo efficace.

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