Mariella Mularoni, la misura come metodo

GiornaleSM
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Le istituzioni misurano il proprio peso quando perdono chi le ha rese credibili. San Marino saluta Mariella Mularoni, Segretario di Stato alla Sanità, scomparsa a 63 anni dopo una lunga malattia affrontata senza mai sottrarsi ai suoi impegni istituzionali.

Nata nella Città di San Marino il 15 ottobre 1962, Mularoni aveva costruito la sua esperienza pubblica a partire dalla scuola: dal 1987 era insegnante di lingua inglese alla Scuola Media e alla Scuola Superiore del Titano. Un percorso fatto di gradualità e di presenza costante, poi proseguito nell’impegno politico con la Democrazia Cristiana Sammarinese.

Nel 2019 era stata Capitano Reggente, insieme a Luca Boschi, in coincidenza con i mesi più difficili della pandemia. In quel frangente aveva offerto una guida sobria e stabile, senza ricorrere alla retorica, in una fase in cui alla Repubblica servivano soprattutto equilibrio e continuità.

Da responsabile della Sanità ha lasciato atti concreti: la legge sul diritto all’oblio oncologico, i progetti di medicina domiciliare, il riconoscimento della fibromialgia e il sostegno alla valorizzazione della professione infermieristica. Provvedimenti che hanno inciso sulla vita delle persone più fragili e che hanno dato una traccia precisa del suo modo di intendere la politica.

Il suo nome resta legato anche al rispetto per il lavoro della stampa e al confronto istituzionale condotto con misura. Su molte scelte politiche il dissenso non è mai mancato, ma il dialogo è rimasto sempre dentro il perimetro delle regole democratiche.

I Capitani Reggenti hanno espresso cordoglio ricordandone resilienza e determinazione. Messaggi di vicinanza sono arrivati anche dall’Italia e da diversi ambienti istituzionali e politici.

Le esequie di Stato si tengono lunedì 1° giugno alle ore 15 alla Basilica del Santo, mentre la camera ardente è stata allestita a Palazzo Begni. Mularoni lascia due figlie, Giulia e Beatrice.

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