L’ingresso di San Marino nel mercato unico europeo non è stato ancora sbloccato e il percorso continua a incontrare ostacoli politici e procedurali a Bruxelles. Tra rinvii, riserve tecniche e tensioni diplomatiche, la firma dell’accordo di associazione resta sospesa.
Negli ultimi mesi il dossier ha registrato una serie di stop in sede europea, con l’ultimo passaggio al Coreper II che non ha prodotto l’esito atteso. Secondo quanto emerge, la presidenza di turno avrebbe cercato di accelerare i tempi portando il testo direttamente al vaglio politico, ma la posizione della Bulgaria ha impedito di andare avanti.
Al centro della vicenda c’è anche il capitolo bancario legato alla Starcom Holding AD e al suo presidente Assen Christov. L’operazione per l’acquisto della quota di maggioranza della Banca di San Marino, annunciata nel 2025, è saltata dopo un’indagine penale per corruzione privata, mentre resta aperto il contenzioso davanti all’ICSID di Washington.
Sul fronte diplomatico circolano inoltre ipotesi su possibili pressioni incrociate e su un eventuale accordo misto, scenario che renderebbe più complesso il via libera definitivo perché richiederebbe la ratifica dei singoli Parlamenti nazionali. Nel frattempo, il governo sammarinese viene criticato per il silenzio e per la distanza tra le aspettative alimentate negli ultimi anni e la realtà dei negoziati.
La promessa di una firma imminente, ripetuta più volte negli annunci ufficiali, si scontra così con un quadro molto più fragile del previsto. Per San Marino, l’obiettivo europeo resta sul tavolo, ma il cammino appare ancora aperto e tutt’altro che lineare.


