Il FMI e S&P Global Ratings promuovono il Titano

San Marino Fixing
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Le recenti valutazioni di Fondo monetario internazionale e S&P Global Ratings restituiscono l’immagine di una San Marino in miglioramento, sostenuta da riforme fiscali, conti pubblici più solidi e progressi nel settore bancario. Restano però alcune fragilità strutturali, soprattutto sul fronte degli NPL, della redditività degli istituti e della dipendenza dall’andamento economico esterno.

Secondo la missione del FMI che ha visitato il Titano dal 1° al 5 giugno 2026, la crescita ha accelerato nel 2025 all’1,5% grazie al miglioramento del contesto internazionale, al recupero dell’industria manifatturiera e alla tenuta del turismo, ma nel 2026 è atteso un rallentamento all’1,3% per effetto del caro energia, dell’incertezza globale e della domanda estera più debole. L’istituzione di Washington segnala inoltre un aumento dell’inflazione al 2,3% e della disoccupazione al 4,5% nell’aprile 2026.

Sul piano dei conti pubblici, il quadro è giudicato positivo: il surplus primario del 2025 è salito al 2,4% del PIL, contro l’1,5% dell’anno precedente, grazie a maggiori entrate fiscali e a una spesa più contenuta. Il FMI invita ora a proseguire sulla strada della disciplina di bilancio, evitando nuove misure di sostegno non mirate e contenendo l’indicizzazione di salari e pensioni. Nel medio periodo, l’obiettivo resta ridurre il debito e rafforzare le riserve.

Molto rilevante anche il capitolo bancario. Il Fondo riconosce che la qualità degli attivi è migliorata e che il rapporto tra crediti deteriorati netti è sceso all’11,1% nel 2025. Restano però nodi aperti: capitalizzazione ancora debole in alcuni istituti, redditività insufficiente e necessità di nuovi piani di rafforzamento patrimoniale. Positivo, invece, il lavoro della società di gestione patrimoniale pubblica, che ha accelerato il recupero dei crediti problematici.

Sul fronte del rating, S&P Global Ratings ha promosso il debito sovrano sammarinese di lungo termine in valuta estera e locale da “BBB+” ad “A-”, confermando il giudizio di breve termine a “A-2” e un outlook stabile. Per l’agenzia, il miglioramento riflette la buona tenuta dell’economia, la prudenza fiscale e la maggiore stabilità finanziaria, anche grazie all’accesso al programma di liquidità EUREP della BCE, considerato un fattore che rafforza la credibilità della politica monetaria del Paese.

S&P sottolinea inoltre la forza della posizione esterna di San Marino, con un surplus delle partite correnti pari al 20,2% del PIL nel 2024 e una posizione di creditore netto a livello internazionale. Nel medio termine, l’agenzia prevede un graduale calo del debito pubblico netto, fino a circa il 38% del PIL entro il 2029, con disavanzi pubblici contenuti.

Il rapporto evidenzia anche il peso dell’economia reale, più diversificata rispetto ad altri microstati grazie a un settore manifatturiero che vale oltre un terzo del valore aggiunto lordo. Questa struttura consente a San Marino di registrare surplus commerciali, ma la sua piccola dimensione resta un fattore di volatilità e rende il Paese fortemente esposto all’andamento dell’Italia e del quadro europeo.

In questo scenario, l’accordo di associazione con l’Unione europea viene indicato da entrambe le istituzioni come uno snodo decisivo. Per il FMI, la sua attuazione potrebbe sostenere la crescita e le riforme; per S&P, l’accesso al mercato interno Ue of

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