San Marino. Il nostro direttore Marco Severini intervista Enrico Michetti, Rettore dell’UIPA

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San Marino punta a diventare un polo europeo per la formazione nella pubblica amministrazione grazie alla nascita dell’UIPA, Università Internazionale delle Pubbliche Amministrazioni, presentata come la prima università privata internazionale riconosciuta nella Repubblica. L’obiettivo è colmare il deficit di formazione specialistica che riguarda i sistemi amministrativi europei, offrendo percorsi rivolti sia ai giovani sia ai professionisti già in servizio.[1]

Il rettore Enrico Michetti spiega che il progetto nasce dall’idea di creare uno spazio formativo senza confini nazionali, in cui competenze ed esperienze possano circolare tra diversi Paesi, da Roma a Parigi fino a Berlino. In questa visione, la pubblica amministrazione viene trattata come un ambito con regole proprie, distante dalla logica del settore privato e bisognoso di trasparenza, imparzialità, semplificazione e aggiornamento continuo.[1]

La scelta di San Marino non è casuale: secondo Michetti, il Titano unisce solidità istituzionale, autonomia sovrana e una posizione strategica che favorisce il dialogo con il mondo accademico e con i vertici delle istituzioni. La Repubblica, inoltre, offre la possibilità di ospitare incontri e dibattiti internazionali su temi come governo, risorse umane e fiscalità, candidandosi a diventare un centro di elaborazione di buone pratiche per l’Europa.[1]

L’ateneo ha già avviato i primi corsi e, stando al bilancio iniziale, ha superato i 150 iscritti, raggiungendo anche il pareggio economico. Tra le attività già operative figurano master in urbanistica, trasformazione digitale e gestione delle risorse umane, mentre è in preparazione l’apertura della facoltà di Scienze Giuridiche.[1]

L’offerta formativa è rivolta soprattutto a funzionari, dirigenti e amministratori pubblici. L’impostazione didattica unisce base accademica e esperienza diretta, coinvolgendo anche alti dirigenti chiamati a portare in aula competenze maturate sul campo, con l’obiettivo di fornire strumenti concreti per affrontare le criticità quotidiane della macchina pubblica.[1]

Michetti sottolinea infine che l’UIPA vuole costruire un linguaggio amministrativo comune europeo, capace di mettere in relazione modelli diversi e di valorizzare il sapere accumulato nei vari ordinamenti. L’ambizione finale è arrivare a un Libro Bianco condiviso, utile a definire standard formativi comuni per la pubblica amministrazione del futuro.[1]

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