La questione della sicurezza nei locali notturni riemerge dopo una brutale aggressione che ha sfigurato un giovane riminese, avvenuta pochi giorni dopo il suo matrimonio. L’episodio, accaduto la sera del 24 giugno all’esterno di un locale tra Longiano e Savignano sul Rubicone, ha scatenato una dura controversia.
La famiglia della vittima, residente in Alta Valmarecchia, contesta con fermezza la versione del gestore. Secondo i familiari, il ragazzo non solo non sarebbe stato adeguatamente protetto, ma nemmeno assistito dal personale di sicurezza, dovendo attivare autonomamente i soccorsi dopo l’aggressione subita da un gruppo di persone.
Per chiarire ogni responsabilità, la difesa ha già annunciato che richiederà all’Autorità giudiziaria l’acquisizione di tutte le immagini di videosorveglianza, sia interne che esterne al locale, unitamente ai nominativi del personale addetto alla sicurezza e a tutte le comunicazioni relative all’intervento dei soccorsi.
Le conseguenze per il giovane sono gravissime: ha riportato lesioni al volto, tra cui una frattura della mandibola. Ha affrontato un delicato intervento chirurgico di oltre cinque ore, e i medici avvertono del rischio di conseguenze permanenti al nervo facciale. Anche la moglie è stata colpita nel tentativo disperato di difenderlo.
Il gestore del locale ha, dal canto suo, ribadito di aver garantito la sicurezza degli ospiti e assicurato la piena collaborazione con le forze dell’ordine. Nonostante ciò, la madre della vittima ha lanciato un appello pubblico, sollecitando maggiori controlli e interventi mirati a contrastare la violenza nei luoghi della movida. Le indagini sono in corso per accertare le responsabilità.


