La Giornata mondiale per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro, promossa dall’ILO, torna a focalizzare l’attenzione su un’emergenza irrisolta, con dati internazionali allarmanti.
A San Marino, nel 2025 si contano 368 denunce di infortuni, in calo rispetto ai 380 del 2024, con una prognosi media di circa 10 giorni. Le autorità hanno effettuato 84 sopralluoghi in 63 aziende, intensificando i controlli nei cantieri ed elevando 22 sanzioni amministrative.
In Italia la situazione è tragica: tre lavoratori perdono la vita ogni giorno in incidenti sul lavoro, una strage silenziosa di morti bianche, con ispezioni insufficienti che nel 90% dei casi rivelano gravi irregolarità.
I sindacati sammarinesi, in primis la Csdl, esprimono forte preoccupazione per la sicurezza nel Titano. Evidenziano il ritardo nella ratifica di convenzioni ILO fondamentali, pilastri della prevenzione moderna, e l’assenza di aggiornamenti alla normativa nazionale, pur prevista dal programma di Governo.
Tra le urgenze, l’istituzione di rappresentanti territoriali per la sicurezza, il rafforzamento dei controlli e una gestione più efficace delle denunce di infortuni. Criticano la prassi del Pronto Soccorso di prescrivere prognosi sotto i 30 giorni per casi gravi, ritardando i procedimenti penali che partono solo oltre quel limite. Cresce l’allarme per i rischi psicosociali da nuove tecnologie.
Le Segreterie di Stato per il Lavoro e l’Industria sottolineano la prevenzione come base dello sviluppo. Punti chiave: formazione, innovazione e controlli rigorosi. Aperti al dialogo con sindacati e imprese per rivedere gli strumenti di tutela.
Alessandro Bevitori, Segretario al Lavoro, indica la Commissione per il Lavoro come sede di confronto per soluzioni avanzate, inclusa la riforma della legge 31/98 e il recepimento delle convenzioni ONU, con supporto degli uffici giuridici e dell’università, in chiave europea.


