Energia Wind 2020 va avanti con il progetto del parco eolico offshore tra Rimini e Cattolica e ha depositato il progetto esecutivo per chiedere l’Autorizzazione unica al ministero dell’Ambiente. La società resta in attesa della definizione delle aste e delle nuove regole sugli incentivi, passaggi decisivi per arrivare alla fase operativa.
L’impianto previsto comprende 51 aerogeneratori alti circa 210 metri, collocati in mare tra le 12 e le 21 miglia dalla costa, con una produzione stimata di circa 715 milioni di kWh l’anno, pari a circa metà del fabbisogno elettrico della provincia di Rimini. Il progetto, secondo quanto dichiarato dalla società, sarà finanziato interamente con capitali privati.
Il percorso autorizzativo, però, resta condizionato dai tempi del ministero. Energia Wind 2020 ha già ipotizzato anche una variante migliorativa, con lo spostamento più al largo delle pale e una possibile riduzione del numero degli aerogeneratori, ma tutto dipenderà dall’esito dell’iter e dalla convocazione delle gare.
Intanto il Mase ha proposto modifiche al decreto Fer2 per le rinnovabili non mature, cioè soprattutto l’eolico offshore: tariffe differenziate tra impianti flottanti e palificati, indicizzazione all’inflazione, stop al taglio automatico del 3% annuo e criteri più severi sulle garanzie finanziarie degli operatori. Le modifiche dovranno ottenere anche il via libera della Commissione europea.
Se il calendario non subirà altri rinvii, la prima asta potrebbe arrivare all’inizio del 2027 e i lavori, una volta completati, richiederebbero oltre tre anni. In questo scenario, l’impianto riminese potrebbe entrare in funzione tra il 2030 e il 2031, con un investimento che supera il miliardo di euro.


