Emergenza casa. I sindacati lamentano: dal comune di Rimini solo silenzio

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Dal Comune di Rimini, per ora, nessuna risposta. È questo il punto denunciato da CGIL, CISL e UIL, che da oltre due settimane attendono un riscontro alla richiesta di incontro inviata alla presidente del consiglio comunale e ai gruppi consiliari per aprire un confronto sull’emergenza abitativa.

La lettera, spedita il 29 maggio, era l’ultimo passaggio di una serie di sollecitazioni rivolte alle istituzioni locali. I sindacati chiedevano un confronto urgente sul diritto alla casa e invitavano tutte le forze politiche a farsi carico insieme di una situazione definita sempre più critica.

Secondo CGIL, CISL e UIL, trovare un affitto a costi sostenibili è diventato molto più difficile. Le abitazioni destinate alla residenza diminuiscono, mentre gli affitti turistici sottraggono ulteriori case al mercato ordinario. A questo si sommano la scarsità cronica di alloggi ERP ed ERS e l’inadeguatezza di strumenti come l’attuale sistema dei canoni concordati, ritenuto non più aderente alle condizioni reali del mercato.

Per i sindacati, l’emergenza non riguarda più solo le persone più fragili, ma incide anche sulla capacità del territorio di attrarre e trattenere lavoratori indispensabili per sanità, sicurezza, servizi pubblici ed economia locale.

CGIL, CISL e UIL ribadiscono la disponibilità a incontrare istituzioni e forze politiche in qualunque momento, ma giudicano non più accettabile il silenzio su un problema che produce ogni giorno nuove difficoltà sociali ed economiche. La casa, concludono, non può diventare terreno di scontro politico ma richiede un confronto serio e concreto.

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