Consiglio Grande e Generale, venerdì 17 aprile 2026

San Marino Fixing
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Il Consiglio Grande e Generale ha affrontato nuovamente la questione della commissione d’inchiesta sul “piano parallelo” legato alla tentata acquisizione della Banca di San Marino, con un dibattito caratterizzato da profonde lacerazioni tra maggioranza e opposizione.

Lo scontro si è sviluppato su due fronti principali: la procedura d’urgenza e la composizione dell’organismo. L’opposizione ha denunciato l’assenza di un dialogo costruttivo, con Nicola Renzi di Repubblica Futura sottolineando l’impossibilità di votare una procedura d’urgenza per una legge elaborata unilateralmente dalla maggioranza. Emanuele Santi ha evidenziato come la mancanza dei numeri necessari riveli un atteggiamento privo di dignità istituzionale.

La maggioranza ha giustificato lo stop all’urgenza con missioni programmate all’estero, ribadendo comunque la determinazione nel portare avanti l’istituzione della commissione. Massimo Andrea Ugolini e Paolo Crescentini hanno insistito sulla linea politica della coalizione governativa, sottolineando la volontà di evitare sovrapposizioni con il lavoro della magistratura.

Il nodo rimane la struttura della commissione: l’opposizione chiede parità, la maggioranza difende il criterio proporzionale. Mirko Dolcini ha criticato aspramente la gestione della situazione, mentre Fabio Righi ha parlato esplicitamente di una strategia di rinvio.

Le tensioni sono esplose ulteriormente dopo le dichiarazioni del Segretario Stefano Canti sulle indagini, con esponenti dell’opposizione che hanno denunciato una delegittimazione della magistratura e una violazione della separazione dei poteri. Carlotta Andruccioli ha parlato di una situazione in cui i presidi democratici sarebbero saltati. Canti ha concluso respingendo le accuse e rivendican

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