San Marino. Associazione micologica: “Abbiamo perso il senso di appartenenza al territorio e al paesaggio”

GiornaleSM
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L’Associazione Micologica Sammarinese denuncia il degrado progressivo del territorio, partendo dal caso emblematico dei recenti scavi sulla cresta del monte per l’installazione di un palo per antenne in una delle zone panoramiche più frequentate della Repubblica.

L’intervento rappresenta l’ennesimo capitolo di una strategia urbanistica che ha sacrificato il paesaggio sull’altare della speculazione edilizia. Dai Piani Regolatori degli anni Ottanta e Novanta emerge un quadro desolante: nuclei abitativi disseminati in aperta campagna, zone industriali proliferate in aree agricole, migliaia di alloggi sfitti, costruzioni colossali abbandonate e incompiute, demolizioni di cascine rurali sostituite da villini in cemento armato.

L’associazione evidenzia l’assenza della Valutazione di Impatto Paesaggistico, strumento critico per verificare la compatibilità ambientale degli interventi edilizi. Mancano i presupposti normativi per proteggere le emergenze paesaggistiche rimaste, mentre il territorio necessita urgentemente di depavimentazione e riqualificazione mediante piantumazione di vegetazione ad alto fusto.

A venticinque anni dalla sottoscrizione della Convenzione Europea del Paesaggio e dall’introduzione della legge quadro per la tutela ambientale, il divario tra le intenzioni normative e la realtà amministrativa rimane abissale. La priorità politica continua a privilegiare gli interessi speculativi rispetto alla salvaguardia del patrimonio collettivo.

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