Goletta Verde è tornata nell’Alto Adriatico con un nuovo blitz al largo di Ravenna per ribadire il no alle trivelle e alle fonti fossili, chiedendo al tempo stesso di accelerare su rinnovabili ed eolico offshore.
Dopo l’azione in Veneto, l’imbarcazione di Legambiente si è avvicinata agli impianti di estrazione del gas metano in mare e ha esposto lo striscione “No trivelle”, lanciando un messaggio diretto al governo Meloni. Per l’associazione, l’Italia non può continuare a sostenere le fonti fossili e deve invece investire su rinnovabili, accumuli, reti ed efficienza energetica, cancellando i sussidi ambientalmente dannosi, a partire da quelli destinati alle trivelle.
Legambiente indica nell’eolico offshore uno dei pilastri della transizione e chiede di sbloccare due progetti già approvati in Emilia-Romagna ma ancora fermi: Agnes ed Energia Wind.
Nel 2024, secondo l’associazione, il governo ha destinato 48,3 miliardi di euro a sussidi ambientalmente dannosi collegati a 76 voci tra attività, opere e progetti legati direttamente o indirettamente alle fonti fossili e alle attività inquinanti. Sempre secondo Legambiente, tra i nodi principali c’è l’eliminazione dei sostegni alle trivellazioni: l’assetto attuale di canoni, tasse, esenzioni e tetti alle royalties avrebbe comportato 547,4 milioni di euro di mancati introiti per lo Stato.
Il tema del futuro energetico dell’Italia e dell’Emilia-Romagna sarà al centro del Forum Energia organizzato da Legambiente Emilia-Romagna, in programma domani a Cesena.


