La politica deve smettere di interferire nella gestione dell’Ospedale di Stato. È il monito del movimento Domani Motus Liberi (Dml), che denuncia un cronico intreccio tra decisioni partitiche e sanità pubblica, con rischi per pazienti e operatori.
Manuel Canti, direttore amministrativo Iss, ha illustrato in Commissione Sanità il piano 2026: priorità a liste d’attesa ridotte con 12 risonanze magnetiche extra ogni sabato, hospice temporaneo entro l’estate e nuovo Centro Sanitario di Borgo Maggiore entro fine anno.
Critiche dall’opposizione: Repubblica Futura attacca tagli del 10% al personale e chiusura della cucina interna dal 2026, con esternalizzazione dei pasti a scapito della qualità. Rete e Libera invocano trasparenza su costi (farmaci a 21 milioni, pulizie +20%) e ritardi strutturali, specie in oncologia e pediatria.
L’Iss punta su assunzioni, rivalutazione ruoli e risparmi da robot chirurgico, per una sanità efficiente senza sprechi.


