Il pubblico ministero Luca Bertuzzi ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di un diciannovenne di origine albanese, ritenuto responsabile di una serie di gravi episodi di stalking ai danni della sua ex fidanzata. Le indagini, condotte nonostante i tentativi dell’indagato di cancellare le tracce digitali, hanno permesso di recuperare numerosi messaggi inviati tramite WhatsApp, che si aggiungono alle pesanti minacce verbali proferite in pubblico.
La condotta persecutoria sarebbe iniziata nel dicembre 2025, subito dopo la rottura del legame sentimentale tra i due, all’epoca entrambi minorenni. Secondo quanto emerso dagli atti, l’imputato, assistito dall’avvocato Luca Nebbia del foro di Rimini, avrebbe atteso la giovane fuori dall’istituto scolastico e l’avrebbe pedinata fino alla sua abitazione, arrivando in un caso a costringerla a cercare rifugio all’interno di un esercizio commerciale.
Particolarmente inquietante il quadro probatorio relativo alle intimidazioni: l’uomo avrebbe mostrato alla vittima una pistola in videochiamata e avrebbe vantato il possesso abituale di coltelli e tirapugni, documentando inoltre con scatti fotografici rubati le frequentazioni della ragazza con il suo nuovo partner.


