Il fucile utilizzato per l’attività illegale, insieme alle munizioni e alla fauna abbattuta, è stato posto sotto sequestro dai Carabinieri Forestali. L’operazione ha avuto origine da un’attività di monitoraggio tecnico che ha permesso di cogliere in flagranza un uomo mentre cacciava sprovvisto sia di licenza che di porto d’armi.
Le accuse mosse nei suoi confronti riguardano il furto aggravato ai danni dello Stato — in quanto la fauna selvatica è classificata come patrimonio indisponibile dallo Stato ai sensi della legge 157/1992 — e il porto abusivo di arma da fuoco. Nei guai è finito anche il legittimo proprietario dell’arma: quest’ultimo è stato denunciato per omessa custodia, avendo violato le prescrizioni di sicurezza previste dalla legge 110/1975.


